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giovedì 23 luglio 2009

Milano 24 luglio - 24 ore con gli studenti iraniani


Consolato iraniano di Milano, piazza diaz, dalle ore 17.00, 24 luglio 2009

Gli studenti iraniani, in sciopero della fame, mobilitati in tutto il mondo per una protesta contro le elezioni-truffa e la repressione in occasione del discorso di insediamento di Ahmadinejad, a Milano, dalle ore 17.00, iniziano un presidio lungo 24 ore davanti al consolato di piazza Diaz.
"Lanciamo un appello -dicono - a tutti coloro che difendono il rispetto dei diritti umani. Vi invitiamo a sostenerci e ad appoggiarci nel nostro percorso verso la libertà."
Un modo per esprimere visivamente la solidarietà è portare al braccio un nastro verde.

Alfonso Navarra, della campagna di obiezione di coscienza delle spese militari, è stato invitato a parlare della sua esperienza a Berlino nel 1989, quando partecipò, a fianco dei pacifisti dell'Est Europa, alla rivoluzione democratica che portò all'abbattimento del Muro, nel quadro di una iniziativa internazionale per lo scioglimento dei blocchi militari.

Si ricorda, per sabato 25 luglio, a Roma, la manifestazione di protesta davanti all'ambasciata dell'Iran (ore 17, via Nomentana 361).


dalla URL: http://reporters.blogosfere.it/2009/07/liran-dei-record-e-la-piu-grande-prigione-per-giornalisti-e-blogger.html
"Reporters senza frontiere", 41 prigionieri in Iran: il carcere per blogger, giornalisti e fotoreporter
Di Joshua Evangelista - 23 luglio 2009




Quarantuno. Blogger, giornalisti e fotoreporter iraniani in prigione. Ad un mese dall'inizio delle proteste post elezioni, Reporters senza frontiere esprime tutta la sua preoccupazione, affermando che "quattro degli ultimi cinque arrestati sono nascosti in un posto segreto e, come succede agli altri, i familiari non hanno alcuna notizia sulle loro condizioni. In molti di questi casi, ai prigionieri non è concessa nessuna visita e gli avvocati non possono accedere ai loro fascicoli".
Tra gli ultimi arrestati c'è il fotografo Tohid Bighi del sito Mashroteh (che alle presidenzialisupportava il candidato riformista Mehedi Karoubi), detenuto da sabato senza alcun motivo apparente. Il giorno prima è toccato, fermato davanti casa, al suo collega Majid Saeedi (http://majidsaeedi.com), che nel 2001 aveva fatto un reportage dall'Afghanistan per il Time.

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domenica 19 luglio 2009

Il 25 luglio G-Day per la libertà in Iran





Iran: 25 Luglio 2009. Global Day of Action - Roma


In difesa della Democrazia, dei Diritti Umani e per un futuro migliore. Noi, studenti iraniani, liberi da ogni legame partitico, manifestiamo contro la manipolazione dei risultati elettorali nel nostro Paese.
Il 25 luglio si terrà il discorso di insediamento di Ahmadinejad, che non riconosciamo come presidente legittimo della Repubblica islamica dell’Iran. Da settimane stiamo manifestando in tutta Italia, come i nostri connazionali nel resto del mondo, per condannare ogni violenza perpetrata contro i civili e gli studenti che manifestano nel nostro Paese.
Indiciamo quindi, in occasione del discorso di insediamento di Ahmadinejad, una manifestazione nazionale a Roma davanti l’ambasciata della Repubblica islamica dell’Iran che si svolgerà a partire dalle ore 17.00.
Gli eventi delle ultime settimane hanno visto una violenta repressione nei confronti di chi pacificamente è sceso in piazza in segno di protesta contro quelli che ormai appaiono evidenti brogli elettorali. Neda, Sohorab e centinaia di altri nostri fratelli sono stati uccisi. Migliaia di cittadini, studenti, esponenti politici, giornalisti e bloggers iraniani sono stati arrestati. Il governo di Ahmadinejad sta praticando una forte censura sulla stampa e la televisione, blocca i siti internet e l’invio di sms, ledendo così la libertà di espressione e di informazione. Le città di tutto il Paese sono ormai militarizzate.
Tutto ciò è in evidente contraddizione con le più elementari forme di democrazia e di libertà, oltre a essere in palese contrasto con i principi della Dichiarazione Universale dei Diritti dell’Uomo e con la stessa Costituzione (Ghanoon-e-assassi) della Repubblica islamica dell’Iran.
Indiciamo quindi, in occasione del discorso di insediamento di Ahmadinejad, una manifestazione nazionale a Roma davanti l’ambasciata della Repubblica islamica dell’Iran che si svolgerà a partire dalle ore 17.00.
Invitiamo tutti i cittadini italiani, le associazioni, i movimenti e i partiti politici a sostenerci partecipando alla manifestazione. Chiediamo, tuttavia, che non siano presenti segni distintivi dei singoli partiti politici affinché la manifestazione possa avere un carattere il più inclusivo possibile. Chiediamo invece che ogni partecipante porti con sé qualcosa di verde, simbolo del movimento.
Noi andremo avanti! Fatelo con noi!
Studenti iraniani in Italia
Roma, 25 luglio 2009
Ore 17.00
Ambasciata della Repubblica Islamica dell’Iran
Via Nomentana, 361


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venerdì 17 luglio 2009

Opposizione di nuovo in piazza





da www.repubblica.it 17 luglio 2009

Manifestazione contro il governo davanti all'università durante la preghiera del venerdì
L'ex presidente della Repubblica contesta Ahmadinejad: "Rilasciare gli oppositori"
Slogan pro Moussavi al sermone di Rafsanjani
La Polizia carica con lacrimogeni e bastoni
Almeno 15 arresti. L'Ayatollah: "La crisi può essere risolta con un presidente voluto dal popolo"
TEHERAN - La contestazione contro Ahmadinejad non abbassa la testa. Tornano in piazza migliaia di sostenitori dell'esponente riformista Mir Hussein Moussavi. Sfidano la polizia e manifestato davanti all'università di Teheran durante il sermone del venerdì dell'Ayatollah Hashemi Rafsanjani. Scandiscono slogan contro il presidente rieletto Ahmadinejad. Gridano "Allah akbar" (Dio è grande), lo stesso grido di protesta che da settimane si sente di notte dai tetti di Teheran. Secondo i testimoni sono centinaia di migliaia, una folla così numerosa da riempire un'area di tre chilometri attorno all'ateneo. La maggior parte della gente neppure è riuscita ad avvicinarsi all'università chiusa attorno ad un cordone di forze di sicurezza.



L'Ayatollah Hashemi Rafsanjani, ex presidente della Repubblica islamica, non risparmia critiche al regime: "In Iran c'è una situazione amara che può essere risolta solo con l'elezione di un presidente che sia voluto dal popolo. Rilasciate subito gli oppositori arrestati. Deve essere creata un'atmosfera di libertà in cui ognuno abbia il diritto di esprimere le sue critiche. Solo così raggiungeremo la soluzione della crisi".

Violenta la reazione della polizia che ha caricato con lacrimogeni e bastoni i manifestanti vestiti di verde o con indosso un braccialetto del colore scelto da Moussavi durante la campagna elettorale. In assetto antisommossa, gli agenti hanno trascinato via almeno 15 manifestanti trascinati nelle prigioni ad ingrossare il numero degli oppositori dietro le sbarre. Nel tentativo di bloccare la diffusione di notizie oltre i confini, i cellulari nel centro di Teheran sono stati disattivati: non è possibile inviare neppure un sms. Secondo il sito pro riformista Moujcamp, i servizi di sicurezza avrebbero pure negato a diversi reporter l'autorizzazione di seguire in diretta il discorso di Rafsanjani.

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giovedì 16 luglio 2009

per la libertà in Iran - 18 luglio 2009

Segnaliamo la seguente iniziativa osservando che:
- tra i promotori non figurano organizzazioni iraniane
- una delle parole d'ordine prospetta un orientamento molto caratterizzato ideologicamente: si parla di "sfiducia assoluta nel sistema degli Stati"
- è comunque importante che si tengano iniziative "per la libertà in Iran", a maggior ragione nel momento in cui evapora la volatile attenzione dei media...

18 luglio 2009 - ore 15:30 - Firenze (FI)
da Milano partenza pullman h. 09.30

manifestazione

Con le donne e uomini per la libertà in Iran
IRAN Sabato 18 luglio Manifestazione nazionale a Firenze

Contro il regime reazionario !

Fermiamo la repressione !

Nessuna fiducia nel sistema degli Stati !

Concentramento ore 16.30 in Piazza San Marco, Firenze









Socialismo Rivoluzionario, Unicobas, Socialismo Libertario, Help to Change (Associazione Umanista) , Partito Umanista (FI), Usi- Ait, Centro delle Culture (FI), Comitato Antirazzista Vite Impegnative (FI), Collettivo Maripose (GE), Perunaltracitta (FI), Ass. IREOS - Centro Servizi Autogestiti Comunità Queer (FI), Comitato Stoprazzismo Prato


Info e adesioni : iranlibero@libero.it
telefono 055-2302015



Per maggiori informazioni:
a.m. 333-7.158207 - lacomunemilano@fastwebnet.it

Scritto da Renato Scarola - di Socialismo Rivoluzionario
Editoriale de La Comune 130
giovedì 09 luglio 2009
Iran: a fianco delle donne e degli uomini in lotta per la libertà



Essere persone solidali, che sentono come propri i destini di tutta l’umanità, vuol dire schierarsi senza esitazioni al fianco delle donne e degli uomini che coraggiosamente in Iran stanno lottando per la libertà.

Sono milioni di persone che stanno esprimendo il loro protagonismo con l’iniziativa diretta, riprendendo lo spirito della rivoluzione che nel ’79 portò alla caduta della dittatura dello Shah e le cui istanze di libertà furono successivamente tradite e soffocate dai suoi capi.


Schierarsi vuol dire immedesimarsi nella lezione di impegno e coraggio che ci stanno trasmettendo scendendo nelle strade, salendo sui tetti, inventandosi i modi più svariati per protestare e comunicare aggirando l’asfissiante censura e sfidando la tremenda repressione dello Stato reazionario e militarista iraniano. Questo esempio e coraggio meritano il nostro appoggio e impegno di solidarietà.

Per questo vale la pena fare la cosa giusta, scegliendo di mobilitarsi il 18 luglio al fianco di questa lotta, come principio di un impegno solidale che dovrà continuare e moltiplicarsi nei prossimi mesi.

Perché le donne e gli uomini iraniani non potranno certo ricevere aiuto dagli Stati che sono guidati da interessi strumentali e contrapposti alle esigenze, ai bisogni e ai sogni della nostra gente: né dagli Stati occidentali e democratici, bellicisti e guerrafondai, che in passato hanno sostenuto la dittatura sanguinaria dello Shah, né da quelli che non esitano ad appoggiare il regime reazionario di Ahmadinejad in nome di un presunto “antimperialismo”.

Viceversa, sfidando il cinismo e l’indifferenza, purtroppo diffusi tra la gente, un’autentica solidarietà può nascere e svilupparsi, tra le donne, i lavoratori, i giovani, i fratelli e le sorelle immigrate. Perché questa lotta ci riguarda e ci coinvolge tutti se abbiamo a cuore i nostri simili. Perché la libertà è un valore umano universale per cui impegnarsi e mobilitarsi.

Il 18 luglio è un passaggio di questo impegno
appassionato, leale e critico di schieramento solidale a fianco di chi in Iran sta lottando per la libertà.

5 luglio 2009

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giovedì 9 luglio 2009

9 luglio di lotta contro il regime


Oggi, giovedi 9 luglio, è stata una giornata di lotta per tutti gli iraniani che, all'interno e fuori del loro Paese, si oppongono alla ulteriore degenerazione del regime teocratico. Anche in Italia, organizzate dai giovani iraniani, si sono svolte manifestazioni e sit-in in varie città. Ad esempio a Milano. I radicali italiani si stanno mobilitando alla loro maniera "occidentalista", al contrario dei "pacifisti" che, disgraziatamente, spesso confondono l'"anti-imperialismo" con l'anti-americanismo...
Si è ricordata la protesta studentesca che 10 anni fa fu stroncata con un massacro. Si è ribadito che oggi la lotta per la libertà non si lascia spegnere dalle uccisioni, dagli arresti, dalle torture, dalla censura.
Il governo Ahmadinejad sta gestendo con grande brutalità una specie di legge marziale, e sta scatenando la repressione contro oppositori e semplici dissenzienti, infierendo particolarmente contro le categorie dei giornalisti, degli avvocati, dei pacifici difensori dei diritti umani.
Gli "anti-imperialisti", ad esempio, sono invitati a sostenere il movimento iraniano per la democrazia e a contribuire, dalla parte degli oppressi, alla prevenzione della possibile guerra nucleare limitata (che, se scoppierà, sarà frutto della convergenza, per nulla paradossale, degli opposti militarismi, israeliano ed iraniano).Per quanto riguarda i "Satyagrahi", ribadisco che qui non si tratta di solidarietà, ma di impegno diretto e "strategico" per contribuire alla soluzione del problema oggi maggiormente impattante sugli equilibri pace-guerra a livello globale.

(Sul nostro blog puoi firmare l'impegno a non lasciare sola l'Onda di Teheran).



IRAN. STUDENTI IRANIANI E CONSIGLIERI COMUNALI ACCENDONO CANDELA IN PIAZZA SCALA, POI MINUTO DI SILENZIO A PALAZZO MARINO

Milano, 9 luglio 2009 –


Oggi, giovedì 9 luglio, alle ore 16.15, in piazza della Scala, gli studenti iraniani di Milano hanno acceso una candela per il popolo dell’Iran nel decimo anniversario della grande manifestazione di piazza a Teheran il 9 luglio 1999, in cui oltre venti ragazzi persero la vita. Hanno ricevuto la solidarietà ufficiale del Consiglio Comunale di Milano. Il Presidente del Consiglio Manfredi Palmeri è intervenuto insieme al portavoce del comitato “Una via per gli studenti iraniani” Daniele Nahum. In aula i consiglieri hanno dedivato un minuto di silenzio con un pensiero a tutte le vittime e, in particolare a Neda, la ragazza uccisa lo scorso giugno e divenuta il simbolo dell’attuale protesta contro il regime in Iran.



Dal sito di "Repubblica" apprendiamo che a Teheran la polizia avrebbe sparato ancora sui manifestanti uccidendone 2 e ferendone 12... (vedi post che riporta l'articolo)

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La polizia spara contro i manifestanti - 9 luglio 2009


da http://www.repubblica.it/ 9 luglio 2009


Teheran, la polizia spara - almeno 2 morti e 12 feriti


Carica degli agenti anti-sommossa. La denuncia degli iraniani su TwitterLa protesta nell'anniversario del decennale della strage dell'Univerisità


Appello in rete: mandate medici e personale specializzatoRagazze si tolgono il velo per tamponare le ferite dei dimostranti


TEHERAN - Almeno due manifestanti sarebbero stati uccisi da colpi d'arma da fuoco e altri 12 sarebbero rimasti feriti negli scontri con le forze di sicurezza a Teheran, secondo alcuni messaggi comparsi su Twitter, il sito di microblogging che i giovani iraniani usano per raccontare le proteste. La polizia iraniana ha sparato colpi in aria per disperdere migliaia di manifestanti scesi in piazza, nonostante il divieto imposto dal regime. Lo hanno riferito alcuni testimoni, secondo cui diversi dimostranti vicini al leader riformista Mir Hossein Moussavi sono stati arrestati dalle forze di sicurezza iraniane nel centro della capitale.

Gli arresti e gli spari in aria sono stati confermati da testimoni all'agenzia di stampa Reuters, mentre alcuni blogger su Twitter, il servizio utilizzato dai dimostranti iraniani per diffondere sulla rete le notizie della protesta, hanno riferito che 30 persone sarebbero state arrestate e che negli scontri vi sarebbero almeno 12 feriti, colpiti dalle pallottole di gomma sparate dalla polizia e 2 morti. Per questo motivo numerosi utenti del social network hanno pubblicato post in cui si chiede a medici e personale specializzato di recarsi nelle zone degli scontri per prestare soccorso ai feriti.
Secondo la Cnn online, che ha citato un giornalista sul posto, gli agenti anti-sommossa affiancati da miliziani Basiji, i paramilitari abitualmente impiegati nella repressione delle proteste di piazza, hanno caricato circa 2-3.000 persone mentre tentavano di raggiungere l'università, teatro nel luglio 1999 di una protesta studentesca che fu soffocata nel sangue. Molti dimostranti sono stati percossi sulle braccia e sulla schiena dai Basiji. I miliziani hanno tentato di convincere un uomo con la faccia sanguinante a salire su un'ambulanza, ma lui ha rifiutato, sempre secondo il giornalista. Anche la France Presse, citando testimoni, ha parlato di circa 3.000 manifestanti vicino all'università. Molti scandivano slogan come "Liberate i prigionieri politici" e "Morte al dittatore", secondo le fonti.

Le maggiori tensioni tra forze di sicurezza e dimostranti si sono verificate nei pressi dell'università di Teheran e di piazza Azadi, dove tre manifestanti sarebbero stati feriti da colpi d'arma da fuoco sparati dalle milizie basiji. Vi sarebbero scontri anche in altre zone della capitale iraniana, da piazza Vanak fino a piazza Vali Asr, mentre nei quartieri centrali di Teheran vi sarebbe un black-out delle linee di telefonia mobile.
Altri messaggi, pubblicati su Twitter, parlano di cariche della polizia in altre città del Paese come Isfahan e Shiraz. Le notizie inviate dei blogger non sono confermate da fonti indipendenti poiché i pochi giornalisti stranieri presenti nel Paese sono limitati negli spostamenti ed è impedito loro di raccontare le proteste.
La manifestazione era stata organizzata in coincidenza con il decimo anniversario della rivolta studentesca del 1999. Ma è stato anche il primo tentativo di manifestare da quando, il 29 giugno, il Consiglio dei Guardiani ha confermato la vittoria di Ahmadinejad nel voto del 12 giugno, rigettando le denunce di brogli del candidato moderato Mir Hossein Mussavi e di quello riformista Mehdi Karrubi. Le contestazioni avevano portato ai più grandi raduni di protesta nella storia della repubblica islamica, poi represse con un bilancio di almeno 20 morti, secondo le fonti ufficiali.
Rivolgendosi ai suoi oppositori il presidente iraniano oggi ha detto che "i nemici" saranno "obbligati a trattare" con il suo governo, dopo la sua riconferma, contestate dagli altri candidati e dai loro sostenitori. "Oggi i nemici - ha detto Ahmadinejad, citato dall'agenzia Isna - sono molto arrabbiati poiché, malgrado la loro propaganda, è arrivato al potere un governo con il sostegno di 40 milioni di elettori che non concederà loro alcun vantaggio. Sono obbligati a trattare con questo governo". Ahmadinejad si riferiva ai circa 39 milioni di elettori che hanno votato, su un totale di poco più di 46 milioni. L'alta partecipazione al voto è stata sottolineata dalle autorità di Teheran come un sostegno al regime. Il presidente è stato dichiarato rieletto con il 63 per cento delle preferenze.




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Ultime notizie


dalla nonviolenza in cammino - circolare telematica di Peppe Sini, Centro per la nonviolenza di Viterbo
INIZIATIVE. A BOLZANO IL 3 LUGLIO

[Da Edi Rabini (per contatti: edorabin@fastwebnet.it) riceviamo ediffondiamo]
Manifestazione a sostegno del popolo iraniano, Bolzano, 3 luglio, ore 20.
Con grande preoccupazione vediamo ogni giorno le immagini, e leggiamonotizie, di una violenta repressione in corso nelle citta' iraniane, contromanifestazioni di donne, giovani, giornalisti, intellettuali, artisti,semplici cittadini, che denunciano brogli nelle ultime elezionipresidenziali.Non possiamo rimanere indifferenti davanti a questa intollerabile violazionedella democrazia e dei diritti fondamentali.Per questo rivolgiamo un appello alle istituzioni, alle associazioni civichee ai singoli cittadini, perche' si mobilitino per sostenere il movimento perle riforme in Iran che chiede nuove e libere elezioni, la scarcerazione ditutti gli arrestati, il rispetto dei diritti umani, di opinione, riunione,informazione e delle diverse convinzioni culturali, politiche e religiose.Invitiamo ad aderire a questo appello e a partecipare ad una pacificamanifestazione a sostegno del popolo iraniano, portando messaggi e segni chericordino la forma di protesta "verde e nonviolenta" che riempie le stradedelle citta' iraniane e di tutto il mondo.La manifestazione partira' con una catena umana alle ore 20dall'Universita'-ex-Museion e si concludera' alle 20,30 con un interventodel premio Nobel per la pace Shirin Ebadi all'interno della Volxfest/a suiprati del Talvera.Promuovono: Associazione Nedaye Iran di Bolzano, Fondazione Alexander LangerStiftung, Radio Tandem Bolzano, Associazione Culturale Tandem KulturvereinBolzano, Cafe' Plural, Associazione Kaleidoskopio, Frauen Archiv/Archiviostorico delle donne di BolzanoPer aderire: info@alexanderlanger.org
Le adesioni saranno aggiornate sul sito http://www.alexanderlanger.org8/.

INCONTRI. A VERONA IL 4 LUGLIO

[Da Tiziana Valpiana (per contatti: tiziana.valpiana@tiscali.it) riceviamo ediffondiamo]

La Fondazione Alexander Langer ha attribuito il Premio internazionale 2009 aNarges Mohammadi, iraniana, giornalista, vicepresidente e portavoce delCentro per la difesa dei diritti umani e presidente del Consiglio nazionaledella pace. La cerimonia per il conferimento del premio avverra' a Bolzanovenerdi' 3 luglio. A causa dei drammatici eventi in corso in Iran, lapremiata Narges Mohammadi non ha potuto lasciare il Paese e il premio sara'ritirato a suo nome dal Premio Nobel per la Pace 2003, Shirin Ebadi.*La Fondazione Alexander Langer e l'Associazione "Il filo di Arianna"organizzano a Verona sabato 4 luglio alle ore 18 nella sede della Societa'Letteraria in Piazzetta Scalette Rubiani 1 un incontro con Shirin Ebadi,avvocata iraniana, Premio Nobel per la Pace 2003, sul tema "I diritti umaniin Iran, oggi".La cittadinanza e' invitata a partecipare.

INCONTRI. A FIRENZE IL 6 LUGLIO CON SHIRIN EBADI

[Da Severino Saccardi (per contatti: s.saccardi@aliceposta.it) riceviamo ediffondiamo]

Shirin Ebadi sara' a Firenze, ospite del Consiglio regionale su invito delpresidente Riccardo Nencini. Shirin Ebadi, premio Nobel per la Pace, sara'accolta lunedi' 6 luglio a Firenze da personalita' politiche edistituzionali e dalla comunita' fiorentina e iraniana.Shirin Ebadi terra' una lectio magistralis sul tema "Una vita per la cultura dei diritti".

NOTIZIE SULL'INCONTRO DI FIRENZE DEL 6 LUGLIO
DA http://www.nove.firenze.it/
post del 4-7-2009

Tutto è pronto, il Consiglio regionale della Toscana accoglierà lunedì 6 luglio Shirin Ebadi, premio Nobel per la Pace.L’appuntamento è nella Galleria dell’Accademia delle Belle Arti, in via Ricasoli, 66, alle 16. Su invito del presidente del Consiglio regionale, Riccardo Nencini, la donna iraniana, premiata con il Nobel nel 2003, terrà una lectio magistralis sul tema "Una vita per la cultura dei diritti umani". Sarà accolta da comunità fiorentine e iraniane, personalità politiche ed istituzionali. L’incontro è organizzato in collaborazione con le associazioni degli studenti iraniani e degli iraniani residenti in Italia di Firenze."Il suo impegno nella difesa dei diritti umani e a favore della democrazia – ha dichiarato il presidente Nencini – deve essere un esempio, oggi più che mai, da seguire". "L’occasione di avere Shirin Ebadi a Firenze, non è solo simbolica, ma è anche di grande significato politico − ha aggiunto il consigliere regionale Severino Saccardi −. L’appoggio del Consiglio regionale alla campagna sostenuta dal Premio Nobel è un segnale di forte attenzione sui diritti umani, delle libertà, della democrazia e in particolare ai diritti degli ultimi, delle donne e dei bambini, cui Shirin Ebadi si è da sempre dedicata con tenacia e inimitabile coraggio".Shirin Ebadi è una delle personalità-simbolo dell’impegno per la difesa dei diritti umani. Come avvocato, si è dedicata soprattutto alla difesa dei soggetti più deboli e indifesi della società. La sua è una vita spesa dalla parte degli ultimi e, in particolare, delle donne e dei bambini, oppressi da norme discriminatorie e da concezioni culturali che li confinano in un perenne stato di minorità. È autrice di numerosi scritti, ha pubblicato recentemente "La gabbia d’oro", edito in Italia da Rizzoli, un libro che ripercorre gli sconvolgimenti della società iraniana, dalla caduta del potere dello Scià fino all’ascesa di Ahmadinejad.Il Consiglio regionale è impegnato sin dai primi giorni dopo le elezioni presidenziali in Iran, al fianco delle forze democratiche che denunciano brogli. Nella seduta del primo luglio, l’assemblea toscana ha approvato all’unanimità una mozione nella quale si chiede al Governo italiano di non riconoscere riconoscere la presidenza di Mahmoud Ahmadinejad, finché tutti i dubbi sulla legittimità del risultato elettorale non siano sciolti, o siano indette nuove elezioni, non sia cessata la repressione, non sia ristabilito un clima di dialogo e di rispetto della legalità. (s.bar)

post del 30-6-08 http://www.nove.firenze.it/

Shirin Ebadi, undicesima donna a vincere il premio Nobel per la Pace (11 dicembre 2003, ndr) ma prima donna iraniana e prima donna musulmana ad ottenere il significativo riconoscimento, sarà a Firenze lunedì 6 luglio, ospite del Consiglio regionale della Toscana.Su invito del presidente Riccardo Nencini, Ebadi sarà accolta da comunità fiorentine e iraniane, personalità politiche ed istituzionali per un incontro sul tema "Una vita per la cultura dei diritti"."Il suo impegno nella difesa dei diritti umani e a favore della democrazia – anticipa il presidente Nencini – deve essere un esempio, oggi più che mai, da seguire". post del 22-07-2008

Iran: manifestazione di donne e raccolta di firme in via Cavour Firenze– Una rappresentazione teatrale in via Cavour, davanti a Palazzo Panciatichi, a sostegno delle donne iraniane, la raccolta di firme per strada, l’accoglienza nella Sala del Gonfalone da parte di una rappresentanza del Consiglio regionale della Toscana e infine il saluto in Aula. Si è svolta così la giornata in Consiglio regionale del "Teatro di Nascosto − Hidden Theatre", impegnato in una campagna di sensibilizzazione sul tema della parità di diritti per le donne in Iran e nella campagna "Un milione di firme per cambiare le leggi discriminatorie", sottoscritta dal premio Nobel per la pace 2003, Shirin Ebadi.All’entrata di Palazzo Panciatichi, la performance di teatro-reportage: sei donne vestite di nero rappresentano la condizione femminile in Iran. "No alle leggi contro le donne", "No alle leggi ingiuste", "Libertà per tutte le donne", gridano nella loro lingua, il farsi, quindi chiedono le firme dei presenti, per prime quelle dei consiglieri regionali. Di seguito una rappresentanza del Consiglio regionale della Toscana, composta da Severino Saccardi, Ambra Giorgi, Stefania Fuscagni, Enzo Brogi, Fabiana Angiolini per la commissione Cultura e dal segretario questore dell’Ufficio di presidenza, Bruna Giovannini, ha ricevuto le partecipanti all’azione teatrale nella Sala del Gonfalone. "È molto importante che il Consiglio regionale manifesti aperto appoggio alla campagna sostenuta da Shirin Ebadi − ha detto, rivolto a loro, Severino Saccardi −. Dell'Iran si parla quasi solamente in relazione al pur scottante tema del nucleare e dell'ipotesi malaugurata di un intervento militare esterno. E invece è necessario richiamare l'attenzione sul tema dei diritti umani, delle libertà per cui una parte significativa di quella società si va coraggiosamente impegnando, nonostante la dura politica repressiva del regime teocratico di Teheran. Nel sessantesimo anniversario della Dichiarazione universale del 1948 − chiude Saccardi −, l'impegno diffuso per l'universale attuazione dei diritti umani si conferma di grande e stringente attualità". "In Iran c’è una paura profonda: le donne hanno paura di esprimersi, di essere spiate, di essere controllate", ha spiegato Annet Henneman, a nome del Teatro di Nascosto.Durante la seduta del Consiglio Regionale, è stato il vicepresidente Alessandro Starnini ad accogliere e salutare le donne della compagnia teatrale. Starnini ha ricordato la campagna sostenuta anche dal premio Nobel, Shirin Ebadi, e confermato il sostegno del Consiglio regionale della Toscana. Nella sede del Consiglio, saranno da oggi disponibili i moduli per la raccolta delle firme. Questa azione del Teatro di Nascosto accompagna lo spettacolo "Imraa, Jin, Xanman, donne…", in cartellone al Festival del teatro di Volterra, sabato 26 luglio, alle 16. (s.bar)

IRAN: SENATORI PD, "FRATTINI SI IMPEGNI PER COINVOLGIMENTO ONU".

"Intervenga anche sul caso della giornalista Narges Mohammadi e di suo marito".

I senatori del Pd Pietro Marcenaro, presidente della commissione per i diritti umani, Francesca Marinaro, capogruppo nella commissione Politiche dell'Ue, Massimo Livi Bacci e Marco Perduca (Radicali) hanno presentato un'interrogazione urgente rivolta al ministro degli Esteri Franco Frattini, per chiedere quali iniziative siano state disposte dal ministero per affrontare la situazione in Iran e, soprattutto, se il ministro non "voglia impegnarsi attivamente affinché le Nazioni Unite siano coinvolte in questo delicato momento".
"Dopo i fatti del 15 giugno - scrivono i senatori del Pd - giorno in cui in Iran i è svolta una manifestazione pacifica a sostengo dell'ex candidato alle presidenziali Mir Mir Hossein Mussavi nel corso della quale sono stati uccisi molti manifestanti, mobilitazioni di massa si annunciano ancora nelle prossime ore.
I cittadini iraniani stanno manifestando da giorni in un enorme movimento di protesta pacifico contro il contestato risultato elettorale, mentre in tutto il mondo sta crescendo il sostegno a queste iniziative.
Per questo vogliamo sapere come si stia muovendo il ministro Frattini per far fronte a una situazione che desta più di un motivo di preoccupazione".
Il senatore Pietro Marcenaro ha inoltre presentato un'interrogazione sul caso della giornalista iraniana Narges Mohammadi, attesa in Italia dal 2 al 7 luglio insieme al marito Thagi Ramahani, entrambi attivisti per i di ritti civili, per ritirare il premio Alexander Langer 2009.
"Nei giorni scorsi il regime iraniano - spiega Marcenaro - senza nessuna motivazione ufficiale, ha sospeso il passaporto di Narges Mohammadi e proceduto all'arresto del marito Taghi Rahamani. Per questo chiedo a Frattini se non ritenga di farsi portavoce nei confronti delle autorità iraniane, per tramite dell'ambasciatore italiano a Teheran, della più viva protesta contro questa limitazione della libertà personale dei due attivisti civili".
Roma, 17 giugno 2009 Ilaria Di Bella -Ufficio stampa gruppo Pd Senatotel: 06.6706.5653 - 329/4345628ilaria.dibella@senato.it
Shirin Ebadi, presidente del Centro difensori dei diritti umani (del quale Narges Mohammadi è vice-presidente e portavoce) ha rilasciato a Radio Free Europe una dichiarazione: le auroritá indicano nuove elezioni, rilasciare tutti i fermati

Le autorità iraniane dovrebbero indire nuove elezioni presidenziali, con la presenza di osservatori internazionali, e rilasciare tutte le persone arrestate nel corso dei disordini scoppiati dopo l'esito del voto: lo ha dichiarato il premio Nobel per la pace Shirin Ebadi, intervistata dall'emittente Radio Free Europe. "Il popolo iraniano ha espresso dei dubbi sull'esito delle elezioni e milioni di persone sono scese in strada per manifestare in modo estremamente pacifico: la risposta alle loro richieste è stata violenta, abbiamo contato numerosi morti e feriti", ha dichiarato Ebadi, che ha chiesto alle autorità il rilascio immediato e senza condizioni di tutti i fermati. Secondo Ebadi nella situazione attuale un riconteggio dei voti sarebbe inutile: "Occorre indire nuove elezioni, questa volta sotto la sorveglianza delle organizzazioni internazionali in modo da far sì che tutti i partecipanti accettino l'esito del voto come espressione dell'effettiva volontà popolare". Il Premio Nobel per la pace ha espresso l'auspicio che "la razionalità abbia la meglio e le richieste del popolo sino ascoltate", sottolineando tuttavia la necessità che le dimostrazioni rimangano pacifiche. (Apcom 17 giugno)
Solidarieta' con la lotta democratica del popolo iraniano
mozione approvata dal Consiglio Regionale della Toscana su iniziativa del consigliere Severino Saccardi
il 6 luglio a Firenze Shirin Ebadi ha invitato a prendere iniziative analoghe da parte dei consigli regionali e degli enti locali
Il Consiglio Regionale della Toscana esprime viva apprensione e forte preoccupazione per quanto sta avvenendo in Iran, dove, dopo lo svolgimento delle elezioni presidenziali, che hanno registrato un massiccio afflusso alle urne, e in seguito all’unilaterale proclamazione del conseguimento della vittoria da parte dell’ex presidente Ahmadinejad e la conseguente contestazione del risultato, considerato non credibile e viziato da gravi irregolarità, da parte dell’opposizione e da un ampio e determinato movimento di opinione pubblica, sono andate maturando gravi tensioni e si è andato creando un clima di grave instabilità; ritiene inaccettabile e assolutamente condannabile il ricorso alla violenza contro i manifestanti, cui più volte, in forme talora crude ed efferate, hanno fatto ricorso sia le forze regolari di polizia sia le squadre paramilitari dei cosiddetti “Basij” condanna in particolare, le uccisioni di uomini e donne inermi (che i filmati che giungono dell’Iran, sia pure in un momento di inaccettabile oscuramento dell’informazione giornalistica, documentano in modo inoppugnabile) e l’arresto e la detenzione dei dimostranti manifesta viva e convinta solidarietà a coloro che in Iran si impegnano per il rispetto della legalità, per la trasparenza della dimensione pubblica, per la democrazia e i diritti umani, in piena coerenza con le posizioni più volte unanimemente espresse e votate dall’ Assemblea Consiliare conferma pieno appoggio e sostegno alla comunità iraniana di Firenze e della Toscana ed in particolare ai giovani e agli studenti che si vanno esemplarmente impegnando in un’opera attiva di informazione dell’opinione pubblica su quel che nel loro Paese va avvenendo e per sostenere la battaglia di libertà dei loro connazionali in patria assume un coerente impegno di vicinanza e di fattiva solidarietà con le famiglie delle vittime, impegnandosi ad attivarsi per studiarne e metterne a punto forme di concreto sostegno alle loro istanze di carattere umano ed etico ed alle loro necessità di ordine materiale impegna la Giunta Regionale ad impegnarsi, in tutti gli ambiti e nelle forme possibili, nel sostenere la lotta per il rispetto dei diritti umani dei democratici e del popolo iraniano e a mettere in atto forme concrete di sostegno e di solidarietà con la società civile di quel Paese e con la comunità iraniana di Firenze e della Toscana chiede al Governo nazionale di non riconoscere la presidenza di Mahmoud Ahmadinejad finché non siano sciolti i dubbi sulla legittimità del risultato elettorale, o non si siano svolte nuove elezioni (come richiesto dal candidato Moussavi e dall’opposizione democratica), non sia cessata la repressione,non sia ristabilito un clima di dialogo e di rispetto della legalità auspica che l’Unione Europea e la Comunità internazionale, pur nel mantenimento della disponibilità al dialogo e al confronto con la Repubblica islamica iraniana, tengano ferma la richiesta esigente del ripristino di un clima di serenità che solo il rilascio degli arrestati, la fine della repressione e l'apertura reale di un confronto con l'opposizione può assicurare in quel grande e travagliato Paese.

Presentatori: Severino Saccardi - Lucia Franchini -Enzo Brogi -Rosanna Pugnalini - Daniela Belliti Giovannini -Bruna Alessia Petraglia- Mario Lupi - Monica Sgherri - Paolo Marini - Alessandro Antichi - Marco Montemagni - Pieraldo Ciucchi - Roberto Benedetti - Marco Carraresi

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